Abbiamo pensato di iniziare questa newsletter quadrimestrale per raccontarvi quello che accade nel nostro Centro ad Almaty, e per coinvolgervi il più possibile nelle nostre attività.
"Sentieri"
Il corso di lana cotta: una tradizione che diventa cura


Da nove anni, nel nostro centro, un gruppo di ragazzi impara a lavorare il feltro e la lana cotta, un'antica tradizione kazaka. Sono adolescenti con disabilità mentali o fisiche importanti — sindrome di Down, autismo, fragilità psichiatriche — e per loro questo lavoro è molto più di un'attività manuale. Lavorare la lana calma, rilassa, aiuta a stare meno ansiosi. Passo dopo passo si impara un gesto semplice ma preciso, e si sviluppano motricità fine e creatività. Non tutti riescono a completare ogni fase del processo, ma è bello vedere come ciascuno trova il proprio posto e il proprio contributo. Oggi il laboratorio coinvolge 20 ragazzi, e le loro abilità crescono: alcuni sanno ormai realizzare non solo piccoli oggetti, ma veri e propri quadri. Qualcuno di questi lavori viene anche venduto — e chissà, un giorno potrebbe diventare un vero lavoro per alcuni di loro.
Accanto alle famiglie con bambini gravemente malati o con disabilità


MASP sostiene anche le famiglie che hanno bambini con disabilità o malattie gravi. I nostri specialisti e volontari le accompagnano con un sostegno sociale e psicologico, e ci impegniamo a procurare materiali e attrezzature specialistiche quando servono. Crediamo che ogni persona abbia una sua dignità, e che questi bambini vadano rispettati per il valore che sono e la vita che portano, così come sono. Anche chi vive accanto a loro, giorno per giorno, cresce in umanità. Dove la cura è fatta con attenzione, amore e intelligenza, questi bambini possono avere una vita migliore e più lunga. La cura, quella vera, fa davvero la differenza.
I nostri volontari: una risorsa preziosa


I volontari di MASP sono presenti sia ad Almaty sia in Italia, grazie all'associazione Amici del Kazakistan. Sono più liberi nei tempi e nei modi rispetto agli operatori, ma vivono il loro impegno con grande serietà e rispetto — ed è proprio questo a renderli una risorsa così importante. Ad Almaty, i volontari aiutano nelle attività del Centro con i ragazzi più grandi, danno una mano nella distribuzione dei prodotti alle famiglie e curano il rapporto con loro. Un contributo silenzioso, ma che si sente ogni giorno.
Una storia


Un ritratto: Natasha
Natasha frequenta il nostro centro da cinque anni. Ha una famiglia bella e unita — mamma, papà, una sorella più piccola e la nonna — ed è cresciuta in un clima di bene, che si vede e che l'ha aiutata molto. È arrivata da noi nell'ultimo anno della scuola speciale di Almaty, per i corsi di sartoria. Da allora è diventata sempre più autonoma: oggi frequenta la panetteria, dove fa biscotti e pane, partecipa al coro ogni settimana — che le piace moltissimo — segue i corsi di lana cotta e voilak, e la mattina fa ginnastica con il gruppo. Quello che colpisce di più è la sua capacità di vivere una vita piena di dignità. È una ragazza molto empatica: sa intervenire con leggerezza e semplicità quando tra i ragazzi nascono delle tensioni, o quando vede un educatore in difficoltà. Lo fa con discrezione, con piccoli gesti, ma con un'empatia che si sente. Natasha ci ricorda ogni giorno cosa significa davvero prendersi cura gli uni degli altri.